Sushionary: il vocabolario del sushi

Il sushi – ma sono sicura che lo sappiate meglio di me – è un piatto tipico della cucina giapponese, a base di riso, pesce, alghe e via dicendo. Va di moda da qualche anno, così di moda che la gente ha smesso di dire “che schifo il pesce crudo” e ha iniziato a chiedere “ma c’è l’all you can eat”. Ovviamente lo sappiamo tutti che il sushi italiano sta al sushi giapponese come l’ananas e il ketchup stanno alla pizza Margherita, ma in fin dei conti se è buono, chissene frega. Dato che lo mangiamo tutti, è inutile che facciate gli anticonformisti, tanto vale mangiarlo bene.

Iniziamo con un piccolo breviario che vi aiuterà a riconoscere il sushi nel caso il menù non fosse illustrato. Ve la faccio semplice.

Nigiri. Pezzi di pesce su polpettine di riso. Può essere al salmone, al tonno, all’orata, a qualsiasi cosa. A volte per legare il pesce al riso, si usa una striscia di alga Nori, quella nera.

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Hosomaki. Piccoli rotolini con l’alga nera fuori, il riso dentro e il pesce in mezzo. In realtà, in mezzo ci può essere qualsiasi cosa: un bastoncino di tonno o di salmone, o anche dell’avocado, o cetriolo, o anche una carota. Basta che sia un solo ingrediente.

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Uramaki. Come nome sono simili agli Hosomaki, ma sono esattamente l’opposto: alga dentro e riso e pesce fuori. Solitamente sono decorati fuori con semi di sesamo e tobiko, che poi altro non sono che uova di pesce volante, quei pallini arancioni che se li mordi esplodono.

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Temaki. Facile da distinguere dagli altri, ha la forma di un cono gelato tutto nero. Via le bacchette, si mangia a mani nude. Dentro ci trovi tonno, salmone, granchio, o magari carote, cetrioli, avocado, fagiolini. L’importante è che siano colorati e che sporgano dal cono.walking-temaki.gif

Futomaki. In pratica è un hosomaki, ma più grande. Quindi alghe fuori, riso dentro e almeno altri tre ingredienti. Quindi un hosomaki che si è mangiato altri quattro hosomaki. Attenti quando lo ordinate all’all you can eat. Perché lo sapete, se lasciate il cibo nel piatto dovete pagarlo e più di tre futomaki nella borsa non entrano.

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Gunkan nigiri. In giapponese, gunkan vuol dire barca. Non a caso questo tipo di sushi vuole che l’ingrediente principale venga servito sopra il riso e contenuto da un’alga, o una striscia di pesce. L’importante è che formi una specie di barca. Ci sono tre tipi principali di Gunkan, ma ora stiamo scendendo troppo nei dettagli (non mi ricordo come si chiamano, cercateli su Google in caso).

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Sashimi. Semplicemente, pesce. Senza riso, palline, uova, alghe e cazzi e mazzi. Viene servito a fette, crudo, cotto o in salamoia. Di solito a fianco ci sono foglie di shiso, zenzero e wasabi. Se mangiate con qualcuno che sostiene che il wasabi sia crema di pistacchio o simili, diffidate. Del wasabi ma soprattutto di lui.

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Chirashi. Il chirashi si conosce poco perché fa meno “sushi” e perché è più difficile da mangiare con le bacchette. Di fatto, si tratta del sushi stile ikea: da assemblare. Una ciotola con riso e tanti pezzi di pesce di vario genere.

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Questi sono i requisiti minimi per fingervi degli esperti di sushi. O meglio, per entrare in un all you can eat italiano e fingervi degli esperti di sushi. いただきます

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