Tutto quello che dovete sapere sui Guardiani della Galassia

I guardiani della galassia tornano per una nuova avventura. Il secondo volume degli eroi è stato definito da alcuni critici come uno dei migliori film Marvel.

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Il 25 aprile si festeggerà la festa della Liberazione. Ma per i più accaniti fan della Marvel ci sono tante altre ragioni per festeggiare: è la data fissata per l’uscita nelle sale del secondo capitolo de “I Guardiani della Galassia”. Ho scritto secondo capitolo, sì. Il che significa che se siete stati travolti dalla vostra vena nerd dopo il 2014 e di conseguenza vi siete persi il primo capitolo è fondamentalmente inutile che voi andiate al cinema, capireste ben poco. E parlo per esperienza, sì.

Se però non avete due ore di tempo libero prima di andare al cinema o se vostra nonna ha una memoria migliore della vostra (come nel mio caso) allora entro in gioco io con una breve infarinatura generale su ciò che dovete assolutamente sapere o ricordare sui nostri guardiani.

Nb: scrivo da profana, quindi se siete fan della Marvel e mi state leggendo non accanitevi contro di me. Continua a leggere “Tutto quello che dovete sapere sui Guardiani della Galassia”

“Non è un paese per giovani”, ma è casa.

“Non è un Paese per giovani” è il nuovo film di Veronesi.
Racconta di un viaggio, uno splendido, lunghissimo viaggio.

” Prendo 15.000 €, mollo tutto e mi trasferisco a Cuba “

Quanti di noi hanno pronunciato questa frase almeno una volta nella vita? Certo, la meta finale potrebbe non essere Cuba, ma la Thailandia, i Caraibi o uno qualsiasi dei paradisi che si affacciano sull’Oceano. Bastano sabbia chiara, sempre sole, mare cristallino e un decimo dei soldi che servirebbero in Italia per aprire un’attività. Un Chiringuito, un chiosco sul mare, dove servire cocktail colorati in noci di Cocco.
Praticamente un lavoro che ha il sapore del divertimento, reso più leggero dalla luce, dai colori, dal clima estivo e dal mare. Un lavoro in cui non saremmo neppure costretti a mettere le scarpe. Minimo sforzo per massimo risultato.
Mi immagino già mio nonno che, scuotendo il capo con disapprovazione davanti ad un progetto del genere, inizierebbe a raccontarmi di quando i proiettili cadevano come pioggia sul fronte in Jugoslavia durante la Seconda Guerra Mondiale. Ah, i giovani d’oggi.

Il viaggio a Cuba in cerca di fortuna è proprio il tema del nuovo film di Giovanni Veronesi.

Chi sono i protagonisti di “Non è un paese per giovani” ?

Sandro e Luciano, interpretati rispettivamente da Filippo Scicchitano e Giovanni Anzaldo, sono due giovani italiani che lavorano come camerieri in un ristorante dove i datori di lavoro non sprecano parole di troppo con loro, neppure per salutarli. Continua a leggere ““Non è un paese per giovani”, ma è casa.”

John Wick – Capitolo 2: il ritorno dell’uomo nero

John Wick è costretto, nel secondo capitolo della saga, a riprendere le vecchie cattive abitudini.

The Boogeyman. L’uomo nero.
Ad alcuni di voi questo nomignolo farà pensare alla ninna nanna che la mamma, o ancor meglio, la nonna vi cantava da bambini per convincervi che un sonnellino pomeridiano era pur sempre meglio di passare un giorno intero in compagnia di quest’uomo, dalle fattezze confuse, ma sicuramente spaventose. Ad altri verrà in mente il film horror del 2005 che tentava di raccontare proprio la lotta di un ragazzo contro questa paura primordiale. Altri ancora penseranno al celebre wrestler statunitense dal dubbio senso estetico (a mio modesto parere).
Io penso a John Wick.

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Sanremo 2017 : le nostre pagelle di stile.

Oggi sono qui per svelarvi un segreto: io adoro, letteralmente, tutto quello che dice un personaggio della TV italiana, compreso il suo “adoro”.

Da quando l’ho conosciuto sono tutta un “ciao ciao cherie” e inizio davvero a credere che Detto Fatto (programma condotto da Caterina Balivo su rai 2) sia davvero un programma di divulgazione scientifica come afferma. Di chi sto parlando? Ovviamente del celebre costumista delle star, Giovanni Ciacci.

Rubrica frequente nel programma sopraccitato sono “le pagelle di Gió Gió”, che anche in occasione del famosissimo è italianissimo Festival della Canzone Italiana ha deliziato le fan con le sue adorabili sferzate di cattiveria e i suoi voti, riportati anche su Novella 2000.

Dopo averle lette con estrema attenzione sono qui per stilarvi invece le mie personalissime e cattivissime pagelle, presentandovi per ogni serata due abiti: uno al di sotto della sufficienza (molto al di sotto) e l’altro ben più vicino all’eccellenza. Continua a leggere “Sanremo 2017 : le nostre pagelle di stile.”

I 10 film che hanno fatto il mio 2016

Il 2016 è appena trascorso, ma ancora aleggiano nella nostra mente i ricordi. Soprattutto quelli dei film che più ci hanno colpito e che meritano di entrare nella lista di quelli da vedere e rivedere.

Sono una cinema addicted. E non vuol dire che sia una grande intenditrice di cinema. Significa proprio che sono “addicted”, dipendente: dalle poltroncine morbide, dallo schermo enorme, dall’audio perfetto. Parlo di cinema come ne parla chi semplicemente ci va spesso, anzi spessissimo. Ho fatto il conto di quanti film sono andata a vedere l’anno scorso: quarantasei. Quarantasei per una media di due ore vuol dire novantadue ore all’anno di pura adrenalina e semplice spensieratezza. E vuol dire, anche, una top list dei miei film preferiti del 2016. Anzi, 11. Tra due non sono proprio riuscita a scegliere.

Ps. contiene spoiler. Ma il minimo indispensabile per invogliarvi a vedere i film, giuro.*

10. MECHANIC – RESURRECTION

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Nel sequel di Professione Assassino, il killer Arthur Bishop (Jason Statham), uno dei sicari più esperti nel far passare gli omicidi per incidenti, ha deciso di mettersi a riposo. Riposo disturbato dalla richiesta di un ingaggio da parte di una donna piuttosto aitante, interpretata da Rhatha Phongam, che per tutta risposta si becca un tavolo in fronte.
Naturalmente però il nostro killer finisce per innamorarsi di una donna, di Jessica Alba (e non una qualsiasi) che viene rapita. Il prezzo per riaverla sono tre omicidi.
Mi aspettavo che corresse a sparare qualcuno e invece no, Bishop si arrampica su una piscina sospesa all’ultimo piano di un grattacielo di Sidney e la perfora creando non pochi guai al malcapitato nuotatore. Fiore all’occhiello Tommy Lee Jones, trafficante d’armi in pigiama e occhiali da sole che osanna l’architettura comunista. Risorgi ancora Arthur.

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Dempsey e Cracco? Scegliete me, prendete me, amate me.

Questo 2017 è appena iniziato e non vuole smetterla di stupirci.
Una delle tante sorprese è nel fatto che in Puglia le strade siano ancora, tristemente, innevate e ghiacciate e a Milano… no. A Milano non ha nevicato, signori miei. A Milano splendeva il sole. Gli scienziati cercano ancora una motivazione ma io ad oggi  ho la soluzione.
La neve sapeva che imbiancare Milano sarebbe stato inutile e sapete perché? Patrick Dempsey. Sono convinta che anche quella gelida coltre si sarebbe sciolta, dipanandosi in rigagnoli di acqua. Sì, la sto personificando quella arpia e se lo merita.
E se non si fosse sciolta al pensiero che Patrick Dempsey l’avrebbe ‘calpestata’ ( andiamo, non siate timide signorine so che lo desiderate ), si sarebbe sicuramente sciolta al pensiero di Patrick Dempsey a cena da Carlo Cracco.

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Golden Globes 2017: la nostra fashion top ten.

L’anno nuovo è appena cominciato e mentre circa metà dell’Italia è ricoperta da un lungo, gelido e impercorribile tappeto bianco, negli Stati Uniti d’America quello che veniva srotolato ieri notte aveva un colore più intenso ed era più facilmente percorribile senza rischiare scivoloni, infortuni e pessime figure.
Ancora una volta mi sono trovata a desiderare che gli Stati Uniti potessero adottarmi, poi ho vagliato le alternative ammettendo a me stessa che pur vivendo nella terra delle occasioni, che mi si presenti l’occasione di partecipare ai Golden Globes è un’ipotesi piuttosto surreale e che la me americana probabilmente si troverebbe a battere i denti in un monolocale di periferia, senza tv e Wi-Fi, con una divisa da cameriera sporca di ketchup.
Ma basta piangersi addosso, se è vero che non potrò mai indossare nessuno degli abiti sfoggiati dalle star è altrettanto vero che, con occhio critico (dovuto certamente all’invidia di cui sopra), potrò presentarvi la mia top 10 degli abiti che più hanno colpito il mio personale gusto (e autostima). Continua a leggere “Golden Globes 2017: la nostra fashion top ten.”

Anno nuovo, Dinner in the Sky!

Il nuovo anno porta inevitabilmente con sé nuovi progetti e nuove idee.
La frase che accompagna ogni bottiglia di champagne aperta è “anno nuovo, vita nuova” e se a questo volete unire ‘esperienze nuove’ ecco ciò che fa per voi: un viaggio a Roma.
Classico, diranno alcuni. Ho già visto Roma cinque volte, risponderanno altri. Cosa c’è di nuovo in un viaggio a Roma? Chiederanno gli scettici.
Dinner in the Sky, rispondo io. Continua a leggere “Anno nuovo, Dinner in the Sky!”

Grazie Puglia.

Vivo in un piccolo paesino in provincia di Bari.

Tra qualche ora ho un esame al Policlinico di Bari.

Vivo in un piccolo paesino in provincia di Bari, tra qualche ora ho un esame e non sono automunita.

Sono in stazione e dovrei ripetere, studiare quei due capitoli che, come al solito, non ho studiato, ma tutto ciò a cui riesco a pensare è una bambina stretta a sua madre, trovata tra le lamiere di due treni che si sono scontrati.

Vivo in un piccolo paesino in provincia di Bari e quando la solita campanella suona, annunciando l’arrivo di un treno in ritardo, come al solito, c’è silenzio. Un silenzio irreale per un piccolo paesino in provincia di Bari, dove tutti si conoscono.

Il treno arriva, sono circondata da ragazze di quindici anni che hanno finito la scuola e stanno correndo in centro per i saldi. Una delle due si spinge verso i primi vagoni, l’altra sorride e dice di no, si dirige nell’ultimo. Come me.

Sì, perché sono gli ultimi vagoni, quelli che si sono salvati. E anche se è successo a parecchi chilometri da noi e su una linea ferroviaria diversa, anche noi vediamo gli ulivi fuori dal finestrino.

È una tragedia anche nostra, è la tragedia pugliese. È la tragedia della quotidianità. Ed è forse per questo che fa così male.

Viviamo ogni giorno su treni che arrivano in ritardo, che frenano bruscamente in mezzo agli ulivi senza che nessuno sappia perché, che spesso non hanno posti a sufficienza e sono stracolmi di gente e di storie, di lavoratori, studenti, bambini, anziani. Gente comune, gente sorridente, gente del sud. Quello stesso sud che meritava solo il silenzio e invece è stato sbeffeggiato da gente che della Puglia, di Bari e del Sud conosce ben poco.

I politici danno la caccia al colpevole, il premier Renzi ringrazia i soccorritori “di vero cuore”, così ha detto. “È il nostro lavoro” gli hanno risposto, ma non è vero. È il nostro cuore.

La Puglia ieri ha pianto e mentre qualcuno sui social si divertiva con il black humor, i pugliesi avevano solo il tempo di postare appelli per la donazione del sangue e correvano in ospedale. Perché la Puglia è fatta così, è calda come il sole che si abbatte sui nostri ulivi secolari, è povera come i contadini che si trovavano in quei campi, è disponibile, è buona. La Puglia è casa, perchè su quei treni avremmo potuto esserci noi e lo sappiamo bene, perché quella che hanno raccontato i giornali è la nostra quotidianità.

Scendo dal treno, altra stazione, altro silenzio. È il silenzio di chi ringrazia di essere arrivato, è il silenzio di chi ricorda, pensa e prega. È il silenzio che la Puglia merita. Un silenzio quasi surreale.

Il silenzio di chi, anche se non è stato colpito dalla tragedia, la sta vivendo come propria.

Oggi sono amareggiata, perché non sarebbe dovuto succedere, perché non è possibile che nel 2016 non disponiamo ancora dei mezzi adatti ad evitare questo genere di tragedie, perché sarebbe stato saggio migliorare tutto il sistema ferroviario pur di evitare l’accaduto, perché non è giusto che si parli del Sud solo quando ormai è troppo tardi.

Oggi sono triste, per le famiglie delle vittime a cui corre costantemente un pensiero.

Oggi sono fiera, perché come stupidamente dite voi, saremo baresi e non italiani, perché faremo pure stupire i “veri” italiani di avere dei servizi ferroviari,  perché saremo pure terroni, ma abbiamo il cuore grande.

Grazie Puglia, grazie pugliesi.

Dona.

La lettura è un’immortalità all’indietro.

Rubo questo spazietto un po’ più nerd degli altri e lo faccio mio per parlarvi di quelli che sono per me i libri da leggere almeno una volta nella vita.
Sono una lettrice accanita, adoro i libri. Ma quelli veri, fatti di carta e inchiostro e che profumano di nuovo, o di vissuto. Quelli dalle pagine bianche e ancora rigide per non essere mai state voltate e quelli dalle pagine gialle e incartapecorite, quelli che tratti come monili preziosi e tocchi con la delicatezza di un amante.
Adoro le sensazioni che ti lasciano, adoro che ti permettano di appassionarti così tanto a qualcuno da gioire e soffrire con lui. Non tutti i libri, però, ne sono capaci.
Ecco alcuni di quelli che ci sono riusciti con me e che consiglierei a qualsiasi lettore.

GENERE FANTASY

Il Signore Degli Anelli. Tolkien è, secondo la mia non modesta opinione (chiunque colga la citazione diventerà il mio migliore amico), il padre del genere fantasy, per non dire il creatore. Il romanzo, che narra le avventure dell’hobbit Frodo attraverso la Terra di Mezzo per gettare l’anello del potere nelle fauci spalancate e ribollenti del Monte Fato, è quanto di più simile a un capolavoro io abbia mai conosciuto.
Attraverso descrizioni meticolose e precise, Tolkien vi trascina in un universo parallelo popolato da orchi, elfi e guerrieri, senza mai perdere di vista neppure un dettaglio di una trama complessa e articolata. Voi vi perderete, esattamente come Frodo. Ma Tolkien sarà il vostro Gandalf, la vostra luce nell’oscurità. Finire questo libro equivale a perdere un amico caro, o almeno questa è stata la sensazione che ho provato.
Consigliato a chi ama il fantasy “vecchia scuola”, quello con eterei elfi e scorbutici nani.

Harry Potter. “Questo piccino diventerà famoso, non ci sarà bambino nel nostro mondo che non conoscerà il suo nome.”. Lungimirante e grande Silente, lungimirante e grande Rowling.
Le avventure del maghetto d’Inghilterra, continuamente osteggiato dal suo acerrimo nemico Lord Voldemort, sono state seguite da moltissimi ragazzini e sono certa che chiunque abbia sentito il suo nome almeno una volta nella vita.
Consiglio la lettura della saga, soprattutto ai più piccoli. Perché? Perché la saga di Harry Potter cresce con voi. Cresce con il lettore e lo fa crescere, trasmettendo valori come l’amicizia e la lealtà che sarebbe bello conoscere.

Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Se non siete lettori assidui la conoscerete, sicuramente, come Il Trono di Spade. La lunghissima e avvincente saga di Martin vi lascerà perennemente con il fiato sospeso. Il protagonista? Il gioco del trono.
Intrighi, tradimenti, morti. Martin non si fa e non ci fa mancare proprio nulla.
Un romanzo avvincente, in cui i protagonisti non hanno alcun talento particolare se non l’arte della guerra e l’astuzia. Non sono maghi, non sono creature sovrannaturali, solo umani dal grande intelletto.
Consigliato a chi adora il fantasy, ma con un pizzico di realismo e a chi avrebbe voluto vivere nelle epoche dominate da cavalieri in sella a magnifici destrieri.

ROMANZO STORICO

La trilogia del Secolo. La saga di Ken Follett segue con tre romanzi (La Caduta dei Giganti, L’Inverno del Mondo e I Giorni dell’Eternità) le vicende di cinque famiglie sparse negli stati interessati dai conflitti mondiali,  che si muovono sullo sfondo della prima e seconda guerra mondiale per quanto riguarda i primi due libri e guerra fredda per quanto riguarda il terzo. Una saga avvincente e fluida e molto verosimile grazie all’inserimento di personaggi storici realmente esistiti che interagiscono con i protagonisti.
Consigliato a chiunque ami la storia contemporanea.

L’Armata Perduta. Un libro iniziato per noia durante una lezione in università e da cui è risultato impossibile staccarmi. Manfredi racconta, con perizia di particolari,  la vicenda della lunga marcia di ritorno dei diecimila mercenari greci assoldati dal principe persiano Ciro il Giovane per tentare di detronizzare il fratello, Artaserse II.
Il racconto, narrato dalla voce di una donna che segue l’armata per amore di un soldato, risulta ammantato di dolcezza, ma non per questo meno interessante.
Consigliato a chi, come me, ama le vicende della storia antica.

I GRANDI CLASSICI

Il Piccolo Principe. Ammetto di non essere riuscita ad inserire facilmente questo libro in un genere letterario, ma voglio considerarlo un classico perché è un libro senza tempo.
Tutti lo conoscono nonostante sia stato scritto nel 1943 da Antoine de Saint – Exupéry e lo dimostra il film prodotto quest’anno. Può essere letto a qualsiasi età e ad ogni età si adatta, donando qualcosa di diverso. Personalmente l’ho letto la prima volta a sette anni ed ero affascinata da questo bambino sperduto nel deserto e che riusciva a parlare con le volpi e con le rose.
L’ho riletto a diciotto e mi ha colpito la dimensione dell’amore del piccolo principe per la rosa, della volpe per il piccolo principe. L’ho riletto a ventidue e mi hanno colpito i valori che insegna: il rispetto delle abitudini, la cura verso chi ci è caro.
Sono convinta che rileggendolo a trenta ne coglierei dettagli ancora nuovi. Il Piccolo Principe dona l’esperienza che ogni lettore innamorato di un libro vorrebbe provare: sembra sempre di leggerlo per la prima volta.
Consigliato a chi non si stanca mai di imparare, questo è il libro giusto per ogni età.

Orgoglio e Pregiudizio. Elizabeth Bennet è una ragazza intelligente, colta e ribelle; non è disposta a sposare qualcuno che limiti la propria libertà di pensiero o parola e lo dimostra in ogni momento del libro, perfino quando, innamorata di Darcy, rifiuta la sua proposta perché la ritiene troppo arrogante. Mister Darcy è, ne sono certa, l’uomo che tutte vorremmo: bello e tenebroso, non esita un secondo a mettere distanza tra sé e l’amata. Lui è di rango più elevato, più ricco, sicuramente più colto ed è un uomo. Oltre a ciò è tuttavia anche un uomo intelligente, capace di ammettere i suoi errori e conquistare la sua donna. Insomma. Darcy del 2000, dove siete?

Consigliato a chi cerca Elizabeth, a chi cerca Darcy e a chi li ha trovati.

I GIALLI

La saga di Robert Langdon. Uso questo nome per indicare i quattro libri dello scrittore Dan Brown (Angeli e Demoni, Il Codice Da Vinci, Il Simbolo Perduto e Inferno) che hanno per protagonista Robert Langdon, professore dell’università di Harvard, esperto di simbologia religiosa, che come una Jessica Fletcher in giacca tweed attira su di sé ogni genere di disgrazia. Denso di grattacapi e enigmi, lascerà il lettore affascinato.                                     Consigliato a chi ama l’arte, la sua storia e ciò che nasconde.

I THRILLER

La Psichiatra. Romanzo thriller di Wulf Dorn, tutto da leggere.
Narra la storia di una psichiatra che incontra una paziente schizofrenica con segni di maltrattamento su tutto il corpo. La donna è in un angolo, completamente al buio, tanto da rendere impossibile alla dottoressa conoscerne il volto. Quando le chiede chi le abbia fatto quei segni lei ha un’unica risposta: l’uomo nero. Il giorno dopo scompare e sembra che nessuno tra medici e infermieri l’abbia mai vista. La psichiatra si impegna a scoprire la verità. Ma a volte la verità è peggio di quel che si immagina. 
Francesco Fantasia sul Messaggero scrive “Wulf Dorn sembra davvero scrivere sull’orlo dell’abisso. E quando – con una calibrata strategia della suspense – fa tirare il fiato al lettore, è solo per trascinarlo meglio più giù, verso l’inferno.
Non siete curiosi?
Consigliato a chi, come me, vuole conoscere le zone più oscure della mente umana.

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