Espresso tonic: la bevanda ibrida dell’estate.

Sono una ragazza semplice: scorro le home di Facebook, Twitter, Instagram, vedo cose molto web friendly che urlano Tumblr da ogni angolazione e devo emularle. Io definisco questa attitudine come “essere trendy”, mio padre circa dieci minuti fa l’ha riassunta in una parola: pecorona. Il fatto è che mi piace sperimentare ciò che non conosco e che m’incuriosisce, cercare d’essere sul pezzo, e se nel farlo inciampo in qualche intruglio che mi costa una manciata di euro, well, why not? Continue reading “Espresso tonic: la bevanda ibrida dell’estate.”

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Must have 2017: vlogger belli belli sullo snapcià (cit.)

Nonostante Mark Zuckerberg tenti di spodestare Snapchat a colpi di aggiornamenti e stories, c’è chi predilige la piattaforma originale aka me. Intanto Instagram e Facebook e Messenger e WhatsApp (e speriamo davvero la lista si fermi qui) non dispone dei filtri che, diciamocelo, sono il motivo per cui tutti inizialmente abbiamo scaricato Snapchat; foto con muso e orecchie da cane, da cerbiatto, filtri bellezza, floreali e chi più ne ha più ne metta – ad esempio, lo avete visto il filtro nano danzante travestito da coniglio?! Se proprio mi devo fare i fattacci altrui, tanto vale vedere conoscenti e celebrities con gli occhi storti, invecchiati di una cinquantina d’anni, o in versione coniglietto mannaro. C’è chi utilizza i filtri “alla Chiara Biasi” e chi facendolo si diverte, si ridicolizza, diventando un piacere per gli occhi: è così che ho conosciuto la figura del vlogger su Snapchat, maledetto il giorno in cui sono approdata su Ghostloved. Si, perché c’è chi usa Snapchat per parlare di sé e delle proprie esperienze, ma chi sa farlo bene diventa uno spasso e soprattutto – diventa virale. Continue reading “Must have 2017: vlogger belli belli sullo snapcià (cit.)”

Pensieri sfusi di un’aspirante scrittrice in blocco.

Scrivo, o almeno ci provo. Sto scrivendo. Da lavoro, sfruttando una manciata di minuti in cui sono sfaccendata. Sfaccendata, a dirla grossa — a lavoro non si è mai sfaccendati a meno che non lo si voglia essere. Ma il fatto è che sto scrivendo. Intervallata da un caffè e un cocktail. Scrivo da cellulare, ma scrivo. Scrivo di nulla e di tutto. Del sapore dolciastro lasciato dal mix improvvisato per la coppia di clienti fissi. Delle chiacchiere ascoltate silenziosamente con orecchio teso, mera deformazione professionale. Del rumore del caffè che macina e del profumo prepotente del gin.

Sgattaiolo in cucina per scrivere, perché il flusso di pensieri copre le voci dei clienti e le ordinazioni si perdono fra una frase e l’altra. Cosa mi hanno chiesto? Ah, ma allora so ancora scrivere. Perché se il rumore delle mie parole è così forte da coprire quelle altrui, qualcosa da dire l’ho ancora. O almeno mi piace crederlo. Così scrivo, senza sapere cosa sto scrivendo. Come un libro di cui ancora non conosco l’epilogo. Continue reading “Pensieri sfusi di un’aspirante scrittrice in blocco.”

“Because I’m a feminist and that’s not a dirty word” Women’s March #WhyIMarch

“Che cosa succederebbe se le donne marciassero in massa a Washington nell’Inauguration day?”

Prendete oltre due milioni e mezzo di voci e spargetele per quasi settecento città: un eco partito da una cittadina delle Hawaii, arrivato a Washington e rapidamente diramatosi in tutto il mondo, che per l’occasione si è tinto di rosa. Nella capitale statunitense i manifestanti hanno iniziato a riversarsi per le strade già dalle prime ore del mattino, partendo dal Campidoglio e muovendosi in direzione della Casa Bianca attraverso i giardini del National Mall. Continue reading ““Because I’m a feminist and that’s not a dirty word” Women’s March #WhyIMarch”

14 gennaio 2016 – 2017: remembering Alan Rickman. 

É stato l’accadde oggi di Facebook a ricordarmelo – in maniera totalmente inaspettata – e in un attimo è il 14 Gennaio 2016 e la mia home è tempestata di link di cordoglio per la morte di Alan Rickman: bacchette sollevate al cielo, incanti patronus di cerve luminescenti, il saluto di Katniss Everdeen. Io stessa mi sono unita all’eco, bisognosa di dare qualcosa – di fare qualcosa.

always

Oggi corre il primo anniversario della sua morte e ora come allora sento la necessità di fare qualcosa per ricordarlo: un artista poliedrico, i cui ruoli ho spogliato uno dopo l’altro con l’avida curiosità di chi s’innamora di un personaggio e sente la necessità d’ubriacarsi di ogni informazione – ed esaurite le informazioni sul personaggio passa ad infatuarsi di chi gli ha dato vita, rendendo carne una fantasia.

Cioè che vorrei riuscire a fare è coinvolgervi nel mio coinvolgimento, posizionando sul podio della carriera artistica di Alan Rickman il mio tris di medaglie. Continue reading “14 gennaio 2016 – 2017: remembering Alan Rickman. “

The perks of a snowy day: a guide to survive for beginners.

Quest’anno ha deciso di cambiare rotta, questa neve, eppure con calma sta arrivando – anche da me, anche al Nord. Che poi dire “neve” e “anche al Nord” sembra un po’ un ossimoro, surreale come i sette gradi che si respiravano solo la scorsa settimana a Milano mentre il Sud si preparava come poteva a ribasso delle temperature e imbiancamento delle strade. Di reali rimangono le reazioni contrastanti, un’Italia al Nord come al Sud divisa fra entusiasmo e irritazione: “bella la neve, ma non poteva scendere a Natale?”, “ci voleva una bella imbiancata, ma possibile che ancora nel 2017 ci ritroviamo bloccati in casa da una nevicata? “

Io il fascino della neve lo soffro proprio. Fotograferei anche la pozzanghera coperta di ghiaccio sulla strada dissestata o la cascina diroccata trasformata – con appena una spruzzata di bianco – in un antica villa, scenario di chissà quali gesta medieval-fantasy. Stars Hollow che diventa Grande Inverno, e di colpo persino le oche nel vallo assumono un fascino differente. Ma capisco anche chi ha esigenze e impegni diversi dai miei, chi vede la neve come un intralcio e la osserva cadere con dubbiosa insofferenza: è a loro che dedico questo articolo, sperando di offrire qualche gradevole diversivo in grado di lenire l’ansia da neve. Continue reading “The perks of a snowy day: a guide to survive for beginners.”

Indoor cycling: quando la ruota gira (letteralmente) per tutti.

Tutti ci provano, a mettersi in forma per l’estate, e io ho iniziato dieci mesi fa. Dei risultati ancora non sono pronta a parlarne, ma sul percorso ho molto da dire. Perché io, persona essenzialmente pigra che nella vita ha provato più sport che sentimenti (e scusa Fedez per la citazione rubata e storpiata) ho trovato un’attività sportiva che mi diverte, perciò vale la pena spendere due parole e cercare di sbrogliare la matassa che mi occupa il cervello e che mi piace chiamare “blocco estivo del non scrittore”.

Lo spinning, o indoor cycling, è un’attività aerobica relativamente nuova, una giovincella importata in Europa dagli Stati Uniti poco più di vent’anni fa: si tratta in soldoni di una via di mezzo fra la statica cyclette e il ben più avventuroso ciclismo, svolta in gruppo sotto l’attenta guida di un istruttore. La lezione si svolge su un sottofondo musicale e subisce variazioni di ritmo dettate dall’istruttore e di intensità grazie al potenziometro, una semplice rotella in grado di regolare l’intensità della pedalata, da una blanda passeggiata in pianura ad un impegnativo percorso di montagna. Continue reading “Indoor cycling: quando la ruota gira (letteralmente) per tutti.”

Frozen strawberry margarita: sì la vida te regala limones pìde sal y tequila!

Nonostante questo Maggio ormai in conclusione abbia avuto delle ricadute quasi novembrine, la necessità di trovare modi di dissetarsi e tenersi idratati è quasi febbrile, fra un ghiacciolo al limone ed un bicchierone di acqua e menta. Persino i frullati, ricchi di frutti e inno alla salute, iniziano a sembrarci troppo spessi e difficili da deglutire, a fronte dei trenta gradi e della cappa di calore sotto alla quale cerchiamo di non soccombere.

Complice l’acquisto di una versione più multitasking del mio fidato Magic Bullet, fuso dai miei recenti esperimenti salutisti, ho avuto la possibilità di sperimentare e perfezionare alcune ricette dei dissetanti frozen cocktails proposti nel mio libro delle ricette: fra queste il frozen strawberry margarita, che vi suggerisco caldamente illustrandovelo in pochi, semplici passi. Continue reading “Frozen strawberry margarita: sì la vida te regala limones pìde sal y tequila!”

Hello from the outside(r)

Sono una vittima della società.

Suona esagerato, apocalittico, ma nelle sfumature della frase stessa risiede una verità che, ne sono sicura, in molti si trovano ad affrontare. O mi piace pensarlo per consolarmi. Voglio in primis sedare gli animi dei buonisti dicendo che, nonostante io lo ritenga un articolo lungi dall’essere ironico, sono ben consapevole che ci sono ingiustizie peggiori di quelle qui denunciate. Se non potete comprendermi leggete il pezzo sotto con il mai deludente occhio dell’ironia, spero di strapparvi almeno un sorriso.

L’ispirazione per quest’articolo viene dall’appena concluso Festival di Cannes, scintillante capro espiatorio per la mia invettiva contro il bigottismo di quella che qualcuno ha definito la mia Stars Hollow: da me ritenuto, forse superficialmente, uno degli eventi dell’anno, mi sono trovata ancora una volta a cercare un riscontro in qualcuno di paradossalmente distante. Già, perché a Stars Hollow un abitante su otto sa di cosa sto parlando, quando ne parlo. Perciò mi ritrovo a non parlarne.

Stars Hollow è una pittoresca cittadina dove ad attraversarti la strada e a causarti la prima scarica di imprecazioni della giornata non è una griffata Anne Hathaway che, in equilibrio su delle costosissime Manolo Blahnik, regge tre cartoni di cappuccio e caffè e latte macchiato per un’iraconda e capricciosa Meryl Streep, ma una squadra di oche arroganti, grazioso accessorio preteso da Taylor Doose per mantenere viva la ruralità del centro storico, che con straziante lentezza ripropongono un remake della walk su Abbey Road dei Beatles. A Stars Hollow si attende il mercatino d’antiquariato dell’ultima domenica del mese quanto io attendo il nuovo libro di Martin, le sagre estive creano un senso di euforia che nemmeno i Grammy, gli Oscar e il MET Gala insieme riescono a sollevare.

A Stars Hollow io sono Lane Kim, il cittadino tipo è la signora Kim: vecchie e nuove generazioni infossate in anni di banale normalità che guardano al diverso, o anche solo alla novità, con gli stessi occhi con cui il secolo scorso si guardavano le caviglie scoperte delle donne. Un cappello a testa larga è da gitana, i tacchi di durante la settimana sono esagerati, un accessorio di Moschino ridicolo. In tv solo Il Segreto, Ciao Darwin o Amici, gli idoli siedono su un trono rosso corteggiati dallo stereotipo dell’aspirante soubrette, la più ghiotta wanderlust arriva al massimo ai confini della regione, la massima trasgressione al kebabbaro dietro l’angolo (ma senza cipolle e salsa allo yogurt grazie, e la carne è DOC?)

Nessuno pretende di citare Zuhair Murad o Elie Saab, ma almeno che parlando di Manolo si pensi anche a Blahnik, oltre che al parrucchiere sopra al supermercato.

Meet me alla sagra del casoncello, sarò quella con “il vestito della Barbie”.

Eccentricamente vostra,

✎ Michs.

Lemon brownies: healthy sì, ma anche tasty.

Chi l’ha detto che non si può mangiare bene con gusto?

La cucina healthy ha ormai spopolato da tempo e l’etere è pieno di alternative meno caloriche alle leccornie di cui sogniamo di rimpinzarci senza ingrassare: chi, ad esempio, non passerebbe la giornata ingurgitando un ipercalorico brownie al cioccolato dopo l’altro?

Per non dover rinunciare completamente a questo piacere ho trovato e personalizzato una ricetta per dei gustosi brownie al limone, semplici e veloci da preparare!

DIFFICOLTÀ: bassa

TEMPO DI PREPARAZIONE: 15 minuti

INGREDIENTI:

  • 80 grammi di burro a temperatura ambiente
  • 120 gr di farina 00
  • 2 uova
  • scorza di un limone
  • succo di mezzo limone
  • succo di mezzo pompelmo
  • 100 gr di zucchero semolato
  • 30 gr di zucchero di canna
  • un pizzico di lievito (la punta di un cucchiaino basta)
  • topping alla fragola, zucchero a velo e fragole fresche per la decorazione

PREPARAZIONE:

Con un cucchiaio di legno amalgamate il burro a temperatura ambiente con lo zucchero semolato e quello di canna, fino ad ottenere un composto cremoso.

Unite al composto il succo di pompelmo, il succo e la scorza di limone, le uova ed infine la farina ed il lievito: fate attenzione durante questo passaggio, specialmente incorporando le uova, o rischierete di “smontare” il burro.

Versate il composto in una teglia rettangolare precedentemente imburrata, spruzzate sulla superficie il topping alla fragola e  lavoratelo con la forchetta per ottenere la decorazione tipica del brownies: infine infornate per 15/20 minuti a 180° ricordandovi che il tempo è indicativo e che ogni forno è diverso, quindi per assicurarvi che siano cotti dovrete basarvi anche sulla doratura della superficie e sulla classica prova dello stuzzicadenti.

Una volta raffreddato il dolce tagliatelo a quadri della grandezza che più preferite e servitelo con una spolverata di zucchero a velo, scorzette di limone e magari qualche fragola fresca.

Bon appetit!

✎ Michs.