Summer is coming: le dieci cose da fare quando finisce l’inverno

Blame it on il riscaldamento globale. Ma non c’è storia: quando arriva la primavera io sono felice. Sarà per il sole, per la prospettiva delle vacanze, per i sandali con le dita scoperte o per le giornate più lunghe. Sarà perché sono innamorata e per quanto io da sempre sia del partito “meglio sole che male accompagnate”, è vero che sembra tutto un po’ più bello quando si è innamorati. In questo clima di sembra-estate-ma-è-appena-iniziato-aprile, vi elenco le dieci cose che dovete assolutamente fare per festeggiare l’inverno che è finito. Al primo posto ci sarebbe stato “organizzare una festa della primavera”, ma un paio d’anni fa ne ho organizzata una e alla fine ha piovuto tutto il giorno, quindi passo. Continua a leggere “Summer is coming: le dieci cose da fare quando finisce l’inverno”

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Must have 2017: vlogger belli belli sullo snapcià (cit.)

Nonostante Mark Zuckerberg tenti di spodestare Snapchat a colpi di aggiornamenti e stories, c’è chi predilige la piattaforma originale aka me. Intanto Instagram e Facebook e Messenger e WhatsApp (e speriamo davvero la lista si fermi qui) non dispone dei filtri che, diciamocelo, sono il motivo per cui tutti inizialmente abbiamo scaricato Snapchat; foto con muso e orecchie da cane, da cerbiatto, filtri bellezza, floreali e chi più ne ha più ne metta – ad esempio, lo avete visto il filtro nano danzante travestito da coniglio?! Se proprio mi devo fare i fattacci altrui, tanto vale vedere conoscenti e celebrities con gli occhi storti, invecchiati di una cinquantina d’anni, o in versione coniglietto mannaro. C’è chi utilizza i filtri “alla Chiara Biasi” e chi facendolo si diverte, si ridicolizza, diventando un piacere per gli occhi: è così che ho conosciuto la figura del vlogger su Snapchat, maledetto il giorno in cui sono approdata su Ghostloved. Si, perché c’è chi usa Snapchat per parlare di sé e delle proprie esperienze, ma chi sa farlo bene diventa uno spasso e soprattutto – diventa virale. Continua a leggere “Must have 2017: vlogger belli belli sullo snapcià (cit.)”

Una storia dietro ogni messaggio inviato.

Whatsapp ci dà la possibilità di di cancellare i messaggi di cui ci siamo pentite. Ma tutti gli altri messaggi che ci scambiamo dove vanno a finire?

Pare che a breve su Whatsapp arriverà l’ennesima, nuova, funzione.
Ma questa, amiche mie, fidanzate psicopatiche di tutto il mondo, potrebbe salvarci la vita, o quantomeno la dignità. Avete presente quando, per tutta la giornata, vi torturate con il dilemma “gli scrivo o non gli scrivo?” Quando durante la stessa giornata vi ripetete che NON gli scriverete, perché se vi vuole vi cercherà lui? E quando alla fine, esauste, cedete e gli scrivete? Beh. So per esperienza personale che quando lo fate vi maledite un secondo dopo. Mettete la testa sotto il cuscino e le unghie appena fatte diventano l’anti stress perfetto.
Whatsapp e il nostro caro Mark (che ogni tanto ha qualche idea accettabile) ha deciso di darci una seconda chance con la possibilità di eliminare il messaggio inviato a meno che non sia stato letto dal destinatario nel giro di due minuti. Tanti? Pochi? Non lo so. Forse i minuti giusti per capire se abbiamo fatto o scritto una stronzata. Continua a leggere “Una storia dietro ogni messaggio inviato.”

Pensieri sfusi di un’aspirante scrittrice in blocco.

Scrivo, o almeno ci provo. Sto scrivendo. Da lavoro, sfruttando una manciata di minuti in cui sono sfaccendata. Sfaccendata, a dirla grossa — a lavoro non si è mai sfaccendati a meno che non lo si voglia essere. Ma il fatto è che sto scrivendo. Intervallata da un caffè e un cocktail. Scrivo da cellulare, ma scrivo. Scrivo di nulla e di tutto. Del sapore dolciastro lasciato dal mix improvvisato per la coppia di clienti fissi. Delle chiacchiere ascoltate silenziosamente con orecchio teso, mera deformazione professionale. Del rumore del caffè che macina e del profumo prepotente del gin.

Sgattaiolo in cucina per scrivere, perché il flusso di pensieri copre le voci dei clienti e le ordinazioni si perdono fra una frase e l’altra. Cosa mi hanno chiesto? Ah, ma allora so ancora scrivere. Perché se il rumore delle mie parole è così forte da coprire quelle altrui, qualcosa da dire l’ho ancora. O almeno mi piace crederlo. Così scrivo, senza sapere cosa sto scrivendo. Come un libro di cui ancora non conosco l’epilogo. Continua a leggere “Pensieri sfusi di un’aspirante scrittrice in blocco.”

Messenger Day: ora le stories sono ovunque

Lo annuncia il forum ufficiale di Facebook un paio di giorni fa: share your day in Messenger, condividi la tua giornata su Messenger. Un altro modo per chiamare le stories, quei video o immagini dalla durata di ventiquattro ore che ormai troviamo in alto a qualsiasi social. Se la montagna non va a Zuckerberg, Zuckerberg replica montagne ovunque possa mettere le mani. Il che vuol dire praticamente ovunque.

Come funzionerà? Niente di diverso dal solito: clicca sulla fotocamera evidenziata con il sole o clicca su “aggiungi la tua giornata”, scatta una foto o un video, aggiungi i cagnolini e gli effetti che vuoi e condividi la tua giornata con i tuoi contatti per ventiquattro ore. Continua a leggere “Messenger Day: ora le stories sono ovunque”

Quando Milano diventa pretenziosa. Diario di una studentessa fuori sede.

Dopo una lunga assenza dal blog, dovuta ad impegni tutti o quasi felici sono tornata a scrivere su Cup of Te, sul blog del mio cuore. Dopo tanti impegni tutti o quasi felici sono tornata a Milano e vi racconto il secondo capitolo di questa mia piccola grande esperienza.

Vi ricordate quando tempo fa, mi chiedevo se tutti i luoghi comuni su Milano fossero poi veri? Beh, alcuni lo erano, altri no, ma quello che vi voglio raccontare in questa seconda parte del mio viaggio riguarda il tempo. Il mio.

Ho ripetuto spesso questa frase a chi con curiosità mi ha chiesto “com’è Milano?” e lo ripeto anche adesso, perché in fondo è diventata questa la mia chiave di lettura per questa città: Milano è una città che ti dà tantissimo ma che allo stesso tempo ti toglie tantissimo.
Milano è pretenziosa. Pretende il tuo tempo, la tua energia, la tua mente, la tua vitalità. Pretende tanto e se vuoi viverci bene devi darle ciò che ti chiede, altrimenti basta poco per restare indietro e per iniziare a odiarla. Io non so ancora se odio o amo Milano, ma in tanti mi hanno detto che per creare la tua dimensione ci vuole tempo. Io ci credo, e ci sto provando. Inseguo ciò che mi piace, ci metto passione, mi lascio incantare dal cielo quando quelle poche volte è terso, cerco posti in cui potermi sentire serena, ma ciò che ho capito e che è di vitale importanza per sopravvivere quando sei in una città che non è la tua, lontana dai tuoi affetti e dalle tue certezze, è costruire il tuo tempo. Continua a leggere “Quando Milano diventa pretenziosa. Diario di una studentessa fuori sede.”