Pensieri sfusi di un’aspirante scrittrice in blocco.

Scrivo, o almeno ci provo. Sto scrivendo. Da lavoro, sfruttando una manciata di minuti in cui sono sfaccendata. Sfaccendata, a dirla grossa — a lavoro non si è mai sfaccendati a meno che non lo si voglia essere. Ma il fatto è che sto scrivendo. Intervallata da un caffè e un cocktail. Scrivo da cellulare, ma scrivo. Scrivo di nulla e di tutto. Del sapore dolciastro lasciato dal mix improvvisato per la coppia di clienti fissi. Delle chiacchiere ascoltate silenziosamente con orecchio teso, mera deformazione professionale. Del rumore del caffè che macina e del profumo prepotente del gin.

Sgattaiolo in cucina per scrivere, perché il flusso di pensieri copre le voci dei clienti e le ordinazioni si perdono fra una frase e l’altra. Cosa mi hanno chiesto? Ah, ma allora so ancora scrivere. Perché se il rumore delle mie parole è così forte da coprire quelle altrui, qualcosa da dire l’ho ancora. O almeno mi piace crederlo. Così scrivo, senza sapere cosa sto scrivendo. Come un libro di cui ancora non conosco l’epilogo. Continue reading “Pensieri sfusi di un’aspirante scrittrice in blocco.”

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La Bella e la Bestia: #StiaConNoi

La Bella e la Bestia è uscito nelle sale pochi giorni fa e di pareri bestiali ne ho già sentiti tanti. La versione della Disney del 1991 rientra nella mia top three dei cartoni animati (preceduta dal Re Leone e seguita da La Sirenetta): per la piccola me, castana e divoratrice di libri, Belle era sicuramente la principessa preferita. Crescendo ho capito meglio perché: per la prima volta, la principessa non si innamora del principe al primo sguardo. Per la prima volta la principessa si ribella al suo destino e sceglie lei, con coraggio. E diciamocelo, quel vestito giallo è meraviglioso.

Per tutti i motivi sopraelencati, sono entrata al cinema con addosso lo scaldacollo del mio fidanzato, che si era velocemente defilato, e un misto di terrore e aspettative. Il trailer identico al trailer del cartone non è stata una grande mossa, secondo me. Ha alimentato il terrore di vedere la copia esatta del cartone animato. Continue reading “La Bella e la Bestia: #StiaConNoi”

Messenger Day: ora le stories sono ovunque

Lo annuncia il forum ufficiale di Facebook un paio di giorni fa: share your day in Messenger, condividi la tua giornata su Messenger. Un altro modo per chiamare le stories, quei video o immagini dalla durata di ventiquattro ore che ormai troviamo in alto a qualsiasi social. Se la montagna non va a Zuckerberg, Zuckerberg replica montagne ovunque possa mettere le mani. Il che vuol dire praticamente ovunque.

Come funzionerà? Niente di diverso dal solito: clicca sulla fotocamera evidenziata con il sole o clicca su “aggiungi la tua giornata”, scatta una foto o un video, aggiungi i cagnolini e gli effetti che vuoi e condividi la tua giornata con i tuoi contatti per ventiquattro ore. Continue reading “Messenger Day: ora le stories sono ovunque”

Quando Milano diventa pretenziosa. Diario di una studentessa fuori sede.

Dopo una lunga assenza dal blog, dovuta ad impegni tutti o quasi felici sono tornata a scrivere su Cup of Te, sul blog del mio cuore. Dopo tanti impegni tutti o quasi felici sono tornata a Milano e vi racconto il secondo capitolo di questa mia piccola grande esperienza.

Vi ricordate quando tempo fa, mi chiedevo se tutti i luoghi comuni su Milano fossero poi veri? Beh, alcuni lo erano, altri no, ma quello che vi voglio raccontare in questa seconda parte del mio viaggio riguarda il tempo. Il mio.

Ho ripetuto spesso questa frase a chi con curiosità mi ha chiesto “com’è Milano?” e lo ripeto anche adesso, perché in fondo è diventata questa la mia chiave di lettura per questa città: Milano è una città che ti dà tantissimo ma che allo stesso tempo ti toglie tantissimo.
Milano è pretenziosa. Pretende il tuo tempo, la tua energia, la tua mente, la tua vitalità. Pretende tanto e se vuoi viverci bene devi darle ciò che ti chiede, altrimenti basta poco per restare indietro e per iniziare a odiarla. Io non so ancora se odio o amo Milano, ma in tanti mi hanno detto che per creare la tua dimensione ci vuole tempo. Io ci credo, e ci sto provando. Inseguo ciò che mi piace, ci metto passione, mi lascio incantare dal cielo quando quelle poche volte è terso, cerco posti in cui potermi sentire serena, ma ciò che ho capito e che è di vitale importanza per sopravvivere quando sei in una città che non è la tua, lontana dai tuoi affetti e dalle tue certezze, è costruire il tuo tempo. Continue reading “Quando Milano diventa pretenziosa. Diario di una studentessa fuori sede.”

The Fork – l’app per chi è una buona forchetta

Per fuggire dalle abitudini e dai conti inaspettatamente salati, nasce The Fork, l’app che ti suggerisce i ristoranti migliori con le offerte migliori.

Venerdì sera di una lunga settimana: buttati sul divano, frigorifero vuoto e voglia di prendere aria, tu e il tuo ragazzo vi state rassegnando alla solita pizzeria, quella dietro l’angolo in cui non avete neanche bisogno di ordinare, perché i vostri gusti li conoscono benissimo. Serata tra amici. Sushi sushi sushi! Ed esci di casa con il portafoglio e il cuore gonfi, prevedendo il salatissimo conto innaffiato di salsa di soia dal tappo rosso. Cena in una sperduta città straniera di cui non conosci altro se non la strada per arrivare alla metro: piuttosto che mangiare lumache e pagarle 300€ a guscio, quasi quasi faccio una pausa da McDonald’s.

È un classico: quando si tratta di uscire a mangiare fuori, o si punta su posti che conosciamo bene, al punto da ripetere agli altri clienti il menù e argomentare i piatti del giorno, oppure ci si prepara a spendere un patrimonio avventurandosi in locali pieni di incognite.

Ed è qui che arriva The Fork. È una di quelle app per smartphone iphone iwatch lavastoviglie e satelliti. La firma è TripAdvisor e la grafica ricorda un po’ Airbnb. Niente di nuovo, quindi. Eppure ha rivoluzionato il modo di mangiare nei ristoranti.

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Fai valere ogni parola: guida alle frasi brevi

In un mondo che richiede sintesi, a volte è meglio prendersi il tempo e prendersi le parole. Ma solo quando serve. Da uno studio dello scrittore del novecento Gary Provost, make every word counts.

Questa frase ha cinque parole.

Ecco a te cinque parole. Sono comunque delle belle frasi. Le frasi da cinque parole. Ma tante insieme risultano monotone.
Guarda qui cosa sta succedendo. La lettura sta diventando noiosa. Il suono inizia ad essere fastidioso. È come un registratore bloccato. Le orecchie implorano di cambiare.

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Sanremo 2017 : le nostre pagelle di stile.

Oggi sono qui per svelarvi un segreto: io adoro, letteralmente, tutto quello che dice un personaggio della TV italiana, compreso il suo “adoro”.

Da quando l’ho conosciuto sono tutta un “ciao ciao cherie” e inizio davvero a credere che Detto Fatto (programma condotto da Caterina Balivo su rai 2) sia davvero un programma di divulgazione scientifica come afferma. Di chi sto parlando? Ovviamente del celebre costumista delle star, Giovanni Ciacci.

Rubrica frequente nel programma sopraccitato sono “le pagelle di Gió Gió”, che anche in occasione del famosissimo è italianissimo Festival della Canzone Italiana ha deliziato le fan con le sue adorabili sferzate di cattiveria e i suoi voti, riportati anche su Novella 2000.

Dopo averle lette con estrema attenzione sono qui per stilarvi invece le mie personalissime e cattivissime pagelle, presentandovi per ogni serata due abiti: uno al di sotto della sufficienza (molto al di sotto) e l’altro ben più vicino all’eccellenza. Continue reading “Sanremo 2017 : le nostre pagelle di stile.”

Le 10 cose che non dovreste mai scrivere a un uomo – reprise

Elle.it fa un salto indietro di qualche secolo e pubblica un articolo di consigli su come comportarsi con gli uomini. Per leggere si consiglia l’uso di cinture di castità.

Mi è capitato di leggere questo articolo su Elle.it: le 10 cose che non dovreste mai scrivere a un uomo. Presa dalla noia e allettata da uno di quei pezzi ironici e fuori dai cliché, l’ho aperto e l’ho letto tutto d’un fiato, senza fermarmi. Poi sono andata a cercare nei commenti la prova che l’umanità non fosse rimasta incastrata da qualche parte tra il medioevo e la caccia alle streghe. Ve lo riassumo: ecco la 10 cose che secondo Elle.it non dovreste mai scrivere ai vostri uomini. E cosa ne penso io. Continue reading “Le 10 cose che non dovreste mai scrivere a un uomo – reprise”

Dal diario segreto di Melania

Immaginate di poter mettere le mani sul diario segreto di Melania Trump. Scoprireste così i più reconditi pensieri della nuova first lady d’America.

Caro diario,
sono appena tornata dalla Marcia delle Donne (ndr. ne abbiamo parlato qui), e mi sento molto meglio. Ovviamente ero in incognito: ho preso l’aderente bolero celeste di Ralph Lauren che avevo indossato sopra il mio vestito per l’Inaugurazione e ho aggiunto un gilet, degli Uggs e uno di quei deliziosi cappellini rosa da gattino che tutti stanno indossando ultimamente. Mi sono divertita così tanto a gridare “tieni le tue piccole mani lontane dai miei diritti riproduttivi!” e “free Melania!”
Non mi ha riconosciuta nessuno. Tranne forse una signora, che ha notato la somiglianza. Ma ho risposto “no, Melania è molto più giovane e terribilmente più malinconica.”

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Quello dell’Inaugurazione non è stato un giorno facile per me. Per la maggior parte del tempo ho fatto finta che Donald fosse un vecchio agente immobiliare che mi mostrava case in giro per Washington. Mentre lui prestava giuramento, Ivanka continuava a sussurrarmi all’orecchio: “se Tiffany dice un’altra parola, le risponderò che non mi è permesso parlare con chi non è ebreo durante lo Shabbat.”

Dopo la cerimonia, mi sono avvicinata al Presidente Obama e gli ho sussurrato “ti prego, portami a casa con te. Aiuterò Sasha con le domande per il college. Ti farò ridere imitando i rumori che fa Donald quando qualcuno cerca di toccarlo!” Purtroppo Obama ha delicatamente staccato le mie dita dalla sua manica e ha mormorato: “ma tu sei a casa, Melania. Fattene una ragione.” Continue reading “Dal diario segreto di Melania”

Giudicare una ragazza dalla copertina. Che ha in mano.

Giudicare un libro dalla copertina è spesso fuorviante, ma farsi un’idea di una ragazza in base a cosa legge invece non è del tutto sbagliato.

Prendete una ragazza (la vostra, quella che vi piace, quella che vi viene dietro) e scoprite cosa legge. Scopritelo da soli, non fate mai l’errore di chiederlo a lei. Difficilmente vi darà una risposta sincera. È come l’ordinazione al ristorante al primo appuntamento: in poche ordineranno il cheese mega burger con salsa barbecue che desideravano. Molto meglio chiedere un’insalata. E rispondere Tolstòj.

Conoscere il suo autore preferito è un grande aiuto per conoscere il suo carattere. Una volta capito chi sia tornate qui e scoprite quali mirabolanti avventure vi aspettano.

• William Shakespeare

Potete star sicuri che vi amerà di amore incondizionato, ma occhio ai tradimenti, ce li ha nel sangue. Ha la tendenza a buttarla sempre un po’ sul tragico, che si tratti di regicidio o di una chiamata persa.
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